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letteratura
4 luglio 2011
Normale
Senza alcuna capacità
straordinaria
solamente l'attitudine a fallire.

Con solerzia coltiva le passioni,
sforzo inutile
esiste già chi compie le medesime azioni
senza troppo penare.

Testardo, illuso, imperterrito
continua
accompagnato da falsi consensi
si vanta altezzoso
di meriti dal valore alquanto dubbioso.


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letteratura
29 giugno 2011
Abbandono del sogno
Non riesco a fare a meno di pensarci.
È troppo forte
il pensiero percorre rotte immaginarie
naviga nell'inconscio
raggiunge porti sconosciuti.

In un primo istante, sorrido,
per quanto sia suggestiva quell'immagine,
ma poi, piombo in uno stato malinconico,
per quanto sia falsa.

L'aspettativa non viene mai appagata,
il desiderio non viene soddisfatto,
tutto viene vanificato di fronte alla realtà dei fatti.

Per questo, rinuncio a sognare,
perchè non mi aspetto che si avverino,
mi aspetto soltanto la loro semplice vanità,
e la loro delicata leggerezza di fronte alla vita.

Ma l'inconscio è incontrollabile,
il pensiero non è addomesticabile,
il sogno di qualcosa di migliore è
irremovibile.

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letteratura
29 giugno 2011
L'uomo è stupido
Per quanto possa essere irrazionale,
l'uomo non può fare a meno di non arrendersi.

Anche quando provare
significa fallire.
Anche quando agire
significa soffrire.

L'illusione del successo è ciò che da forza all'uomo.
Speranza, molti la chiamano.
L'idea che questa mistica forza possa risolvere
i problemi del mondo.

Allora che senso ha,
affidarsi a forze metafisiche.
Nessuno, il problema sta nell'uomo,
testardo e irrazionale.

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letteratura
21 novembre 2010
Non sei il solo
Come mai quegl'occhi spenti?
Credi di essere l'unico a provare certe emozioni?
a trovarti in certe situazioni?

Rifletti.
Anche per un solo momento,
non sei il centro del mondo,
eppure
ostenti sofferenze irrisolvibili.

Rifletti ancora.
Cerca le soluzioni,
affronta rivoluzioni,
combatti contro milioni,
afferma le convinzioni.

Prima di voltar pagina,
osserva il mondo attorno,
con occhi ravvivati,
riesci a vederlo?
Non sei il solo a combattere.

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letteratura
25 maggio 2010
Esercizio (?)

L'incubo di una vita, l'oscurità repressa nel cuore di ogni bambino, il terrore del buio. Paura di quella indefinibile realtà di forme indecifrabili, ombre dai contorni indefiniti ed ogni suono sembra provenire da qualunque luogo. Improbabile è cercare di capire come mai questa fobia nasca nel cuore degli uomini, come si insinui nelle loro menti e le faccia temere la sua essenza, la tenebra; ma ancora più improbabile è cercare di capire come l'uomo riesca a superare questa paura, in fondo, quando chiudiamo gli occhi, tutto ciò che vediamo è buio, allora come è possibile non aver più paura del buio, dell'oscurità, dell'indefinito. Non si può, abbiamo tutti paura del buio, tutti accelerano il passo quando di notte dal bagno devono tornare in camera da letto, eppure sosteniamo di non temerla.
È la presenza della luce che ci solleva, sapere che questa entità luminosa riesce a combattere l'oscurità, a scaldarci col suo calore e ad allontanare la fredda tenebra. Allontanarla, non distruggerla, perchè è impossibile distruggere qualcosa che deriva da essa, ma che può anche combatterla, infatti l'oscurità deriva dall'assenza di luce e può anche combattere la luce stessa.
Ed era ciò che il vescovo Faith cercava di portare nelle menti di chi temeva il buio, la luce, una scintilla che potesse combattere questa fobia, qualcosa per la quale non dovessero più temere le tenebre.
Aveva aiutato chiunque glielo avesse chiesto, da ecclesiastico era sempre pronto ad aiutare il prossimo, non si ritirava di fronte a nulla, era giovane, una trentina d'anni, e vescovo di una diocesi che riuniva vari piccoli paesi della campagna dell'Irlanda, qualche centinaio di anime. Sin dalla nascita era sempre stato affascinato dalla luce, di come questa riusciva a scaldare i corpi e di come questa potesse rendere felici le persone, ma si era anche reso conto che come rovescio della medaglia l'oscurità era il prezzo da pagare, il freddo, il silenzio ed il buio della tenebra. Per questo, per combattere l'oscurità in ogni sua forma, si diede alla carriera ecclesiastica, quale modo migliore quello di diffondere luce nei cuori delle persone se non attraverso la parola del Signore.
Svolgeva varie mansioni, dalle più classiche, come le messe, cresime, matrimoni ed attività di altro genere, si impegnava anche in altre maniere, come ad esempio come esorcista, questa seconda carriera lo aveva portato a conoscere persone di diverso genere, dai semplici esaltati, a persone con problemi più seri, come Faith credeva fermamente nell'esistenza di Dio, doveva pure credere nell'esistenza di Satana, e quindi, come la luce combatte l'oscurità, lui, come discepolo di Dio, doveva combattere Satana.




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letteratura
28 aprile 2010
Ancora tu
Ricordo di un tempo,
nel quale il tempo stesso non consideravo.
Ubriaco di benessere,
per il solo fatto che ti guardavo.
Le soffici labbra che timidamente si sfiorano,
ed i corpi che ardon d'un fuoco trascendentale.

Non riesco a sorridere,
non riesco a pensare ad altro,
che per quel piccolo, effimero istante,
il tuo animo si felicitasse
di condividere tale sentimento
con me.

Ora vuoto,
aspro e gelido,
ho paura di provare,
perchè ancora tu,
continui a ritornare
nel mio pensiero.

Perchè in fondo,
io ancora ti desidero.



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letteratura
6 marzo 2010
Randagio
Arreso a non so qual destino.
Marcio a capo chino, come cane randagio,
continuo a vivere
nella speranza di riuscirci realmente.

Le giornate paion le stesse,
fugge il tempo in questa monotonia,
la monocromia della città.
Grigio cenere.
Come il mio esistere.

Quanta ironia nell’uomo,
che cerca la libertà,
rinchiudendosi.

Triste il mio sguardo,
riflesso su di una vetrata,
non riesco a pensar altro che alla ritirata.



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28 febbraio 2010
Autunno
Quando le cremisi appendici
scivolano leggermente verso il terreno.
Le uggiose giornate.
L'odore d'autunno inebria le narici,
il fruscio della pioggia riempie i silenzio.
Via i costumi,
fuori i cappotti.
Il gelo dell'inverno,
s'avvicina a passi forti.



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letteratura
27 gennaio 2010
Orrore

Vedere il tuo corpo dilaniato,

il tuo viso sfigurato.

L’odore del corpo in putrefazione,

rigurgito e piango.

Ricordo il tempo andato,

accasciato,

m’assale un senso di disgusto e tristezza.

Vedo ancora i tuoi occhi carichi di tenerezza.

E non conosco il motivo di questa efferatezza,

eppure l’autore son io.




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letteratura
27 gennaio 2010
Il divino

Entità trascendentale,

capace di decidere

la sorte delle sue creature.

 

Eppure non contiamo

Della tua reale presenza,

ma crediamo nella tua potenza

 

La gente muore

in tuo nome.,

se esisti,

perché non trovi una soluzione?



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